Ponte tibetano valli del Pasubio: informazioni, come raggiungerlo e dettagli

Informazioni e consigli sul ponte tibetano Pasubio

Stanco della solita routine? Vuoi inebriarti di aria frizzante, adrenalina e natura? Ciò che ci vuole è allora un’esperienza unica sul ponte tibetano! Valli del Pasubio sa infatti come soddisfare i tuoi desideri: che tu sia un intrepido esploratore o un amante del relax e della montagna a Valli del Pasubio troverai ciò che cerchi.
Nel comune vicentino al confine con il Trentino il ponte tibetano Pasubio è un’attrazione che in pochissimo tempo ha guadagnato fama nazionale ed internazionale, complice la cornice di estrema bellezza in cui si colloca.ponte tibetano valli del pasubio

Oltre al ponte tibetano Valli del Pasubio è caratterizzata da molte altre gemme paesaggistiche tutte da scoprire. La città ha alle spalle una storia piena di significativi avvenimenti. Tramite la costruzione del ponte e il miglioramento dei sentieri limitrofi, Valli del Pasubio ha saputo infatti commemorare dei luoghi pregni di significato intrecciandoli con degli incantevoli percorsi montani, rendendo così viva la memoria di un passato scandito da eventi a volte drammatici e allo stesso tempo riportando alla luce la bellezza e la speranza del presente.
In questo articolo troverai tutto ciò che c’è da sapere se vorrai fare una bella gita in famiglia, da solo o con amici! Scoprirai perché il ponte tibetano del Pasubio si distingue dagli altri ponti tibetani, potrai conoscere di più sulla sua storia e sulle sue principali caratteristiche. Ti daremo anche informazioni su come raggiungere al meglio la struttura e avrai l’occasione di conoscerne i dintorni nel caso in cui tu voglia arricchire ancor più la tua esperienza e avventurarti anche nelle zone limitrofe.
Sei pronto per iniziare? Allora partiamo proprio dalla descrizione di questo spettacolare ponte per poi, passo dopo passo, affrontare tutti gli aspetti relativi ai consigli di viaggio e alle informazioni utili.

Costruzione e storia del ponte tibetano nelle Valli del Pasubio

Lungo il confine tra Veneto e Trentino, sospeso tra cielo e terra sorge un grandioso ponte tibetano. Valli del Pasubio lo ha inaugurato nel 2016 per sopperire al crollo di un importante tratto della Strada del Re. Oggi, questa imponente struttura è divenuta non solo un simbolo di riqualificazione del territorio ma anche un vero e proprio polo di attrazione del turismo locale e internazionale. La costruzione del ponte fa parte infatti di un progetto ben più ampio, denominato Va.Po.Re (dalle rispettive iniziali dei Comuni di Valli del Pasubio, Posina e Recoaro promotori dell’iniziativa) che prevede anche il ripristino di 60 sentieri montani e la messa in sicurezza della Strada del Re. Il progetto dal valore di 1 milione di euro fu presentato nel 2011 dai tre comuni veneti summenzionati e fu finanziato per il 75% dalla Regione Veneto. L’obiettivo principale? Dare nuova luce ad un’area colpita in passato da due drammatici eventi:

  • Tra il 1915 e il 1918, ai tempi della Prima Guerra Mondiale, le montagne venete furono sipario di violente battaglie tra l’esercito italiano e quello austriaco che provocarono la morte di circa 13.000 soldati le cui spoglie sono conservate oggi nell’Ossario del Pasubio, il monumento ai caduti situato nei pressi del Pian delle Fugazze. Fu proprio durante il conflitto che venne costruita la cosiddetta Strada del Re, il cui nome fa riferimento a Vittorio Emanuele III. Il monarca aveva deciso infatti di creare un sentiero di arroccamento che collegasse il Pasubio e Sengio Alto.
  • Il 1 settembre del 1956 lungo la Strada del Re si consumò un’altra tragedia. A causa del maltempo e della pioggia incessante una corriera con a bordo ventisette turisti è scivolata sotto strada provocando la morte di 14 passeggeri. L’immediata necessità di plasma per salvare i feriti sopravvissuti all’incidente fece sì che molti donatori si mobilitassero. A loro è dedicato oggi il ponte tibetano. Valli del Pasubio ospita infatti la sede della sezione AVIS di Schio, nata nel 1956 in seguito al grave avvenimento.
  • Da menzionare inoltre è la frana che nel 2010 dopo un’alluvione aveva interessato un tratto della Strada del Re interrompendo drasticamente il passaggio tra il Pian delle Fugazze e il rifugio Campogrosso rendendo impraticabile il cosiddetto Anello del Campogrosso.

Il ponte tibetano nelle valli del Pasubio rappresenta, dunque, non solo uno spettacolare strumento per rilanciare il turismo, ma anche un’ottimale soluzione per sopperire ad un problema di viabilità che altrimenti sarebbe stato molto difficile superare e, in ogni modo, dispendioso da risolvere.


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Lunghezza, caratteristiche e difficoltà di percorrenza

Il progetto, approvato già nel 2013, aveva inizialmente incontrato resistenza da parte della popolazione locale. Le polemiche, gli ostacoli burocratici e meteorologici avevano provocato difatti dei ritardi nella costruzione del ponte tibetano. Valli del Pasubio, malgrado le difficoltà, non si è comunque arresa e, anzi, ha proseguito a tutti i costi con i lavori inaugurando l’opera il 17 settembre 2016.

Progettato dall’architetto Carlo Costa il ponte è immerso in uno scenario naturalistico in cui la Val Leogra e le montagne del Sengio Alto rimangono le protagoniste indiscusse. Il ponte misura ben 105 metri di lunghezza e circa 35 metri di altezza, è sorretto da corde d’acciaio anti-vento in modo da limitare al massimo qualsivoglia oscillazione ed è caratterizzato da una piattaforma in travi di legno su cui poter camminare. Questa è abbastanza stretta (circa 70 centimetri) e non permette quindi il passaggio di due o più persone nello stesso punto ma dà ugualmente la possibilità di soffermarcisi e godere del panorama sottostante senza alcun problema. Il ponte infatti è adatto ad ogni tipo di viaggiatore: escursionisti, famiglie con bambini e chi più ne ha più ne metta. La sua stabilità è data dal fatto che a dispetto dei tradizionali ponti tibetani il ponte Avis è costituito da più di tre corde. Tutte queste caratteristiche rendono quindi la struttura di facile percorrenza. L’unico ostacolo sarà eventualmente solo la paura dell’altezza!

Dove si trova e come raggiungerlo

Il ponte tibetano alle Valli del Pasubio è diventato oggi una grande attrazione, tappa obbligatoria per chiunque si trovi nei dintorni. Arrivarci è abbastanza semplice e a seconda del punto di partenza due sono i possibili percorsi da intraprendere.
Nel caso in cui si imbocchi l’uscita Alte Montecchio, si procede per 30 chilometri lungo la statale 46 per Recoaro Terme. Da Recoaro si deve invece proseguire per 12 chilometri in direzione Merendaore – Campogrosso.

Se si parte invece dal Trentino si può lasciare l’auto nel parcheggio di Pian delle Fugazze. Da Pian delle Fugazze si prosegue poi a piedi lungo la Strada del Re seguendo le indicazioni per Ossario del Pasubio fino a giungere in 30 minuti di cammino al ponte tibetano. Valli del Pasubio è collegata infatti a Vallarsa in Trentino proprio tramite il valico alpino Pian delle Fugazze. Questo tratto di strada misura un’altitudine di 1163 metri ed è caratterizzato dalla presenza di pascoli disseminati lungo la via. Essendo il sentiero completamente asfaltato e con un dislivello leggero (200 metri) non ci sono grandi ostacoli da segnalare ed è adatto quindi anche ai meno esperti e ai piccoli camminatori.


Attrezzatura ed abbigliamento ideali per l’escursione

Come avrete capito il ponte tibetano di Valli del Pasubio fa eccezione rispetto ai suoi “simili” proprio perché di facile percorrenza e adatto ad ogni tipologia di visitatore. Detto ciò c’è da dire che, tuttavia, per ogni escursione che si rispetti è necessario adottare un abbigliamento specifico ancor più se il cammino si svolge ad alta quota in prossimità delle piccole Dolomiti e soprattutto in cima ad un ponte tibetano. Valli del Pasubio è situato infatti nell’Alto Vicentino che, come suggerisce il nome, è ubicato ad un’altitudine abbastanza elevata, circa 1040 metri. Vi consigliamo quindi di partire con un abbigliamento comodo e stratificato: scarpe da trekking, giacca a vento o giaccone invernale a seconda della stagione, nonché mantella impermeabile (ad esempio il più comune k-way) per non essere colti impreparati in caso di pioggia – in montagna specialmente è alta la possibilità che il tempo cambi nel giro di poco, uno zaino indispensabile per portare con sé acqua e viveri per rifocillarsi dopo la lunga camminata, salviette e felpe o magliette di ricambio – il vestirsi a cipolla è un must in queste occasioni.
Insomma, niente di particolare, ma nemmeno niente da dimenticare, dato che ognuna di queste cose potrà tornarvi utile, se non fondamentale, nel corso dell’escursione.

Nei dintorni del ponte tibetano Pasubio…

Un luogo certamente da non perdere: il ponte tibetano, Valli del Pasubio e tutta l’area circostante offrono tantissime ricchezze paesaggistiche e scorci di estrema bellezza che meritano grande considerazione. Una volta giunti nei pressi del ponte avrete infatti la possibilità di scegliere diversi itinerari di bassa, media o alta difficoltà.

Siete in cerca di avventura? Allora la Strada delle 52 gallerie è ciò che fa per voi! All’epoca della Grande Guerra questo cammino garantiva discrezione e riparo ai soldati che volevano passare inosservati agli occhi del nemico. ponte tibetano pasubioLa Strada delle 52 gallerie, anche detta Strada della Prima Armata, non è altro che una mulattiera militare localizzata sul massiccio del Pasubio. Oltre al grande dislivello di circa 750 metri, la difficoltà del percorso è data anche dalle basse temperature (che interessano anche il periodo primaverile) e il tempo di percorrenza è abbastanza lungo, dalle 5 alle 7 ore; questo può variare a seconda delle eventuali soste intraprese magari per scattare foto e documentare la bellezza del panorama circostante.

Un itinerario pensato per dei camminatori meno temerari, ma di certo non del tutto alle prime armi, è il Cai n.170. Questo sentiero è un percorso ad anello che ha come punto di partenza e destinazione il Pian delle Fugazze. Nelle tappe intermedie del percorso si passerà per il ponte tibetano e l’Ossario per poi incontrare sulla strada di ritorno il Rifugio Campogrosso. Questa è la meta preferita di molti visitatori, in particolare modo nelle sere di plenilunio, al punto che è consigliabile prenotare in anticipo tavoli o camere qualora ci si voglia fermare per la notte o per cena in questo rifugio. Il sentiero ha un dislivello minore e poche salite ma prevede anche un cammino attraverso i boschi. Passando per una forcella ci si potrà infatti immergere nella natura delle Prealpi Vicentine, e scorgere qualche torrente. Malgrado il percorso in sé risulti abbastanza semplice bisogna essere preparati ad affrontare tempistiche medio-lunghe di camminata, dalle 4 alle 5 ore circa.

Non potevamo inoltre non suggerirti altre due chicche che si trovano nelle vicinanze del ponte, ovvero la cascata Brazzavalle, un’imponente cascata incastonata tra le montagne venete e il giardino botanico Alpino San Marco, un’area verde che si estende per 10.000 metri quadrati. Qui sono raccolte e coltivate specie botaniche locali corredate dai relativi pannelli illustrativi. Assolutamente imperdibile una visita a questi luoghi situati entrambi nel comune di Valli del Pasubio e comodamente raggiungibili in macchina.






Insomma, che sia inverno, primavera, estate o autunno una gita al ponte tibetano delle Valli del Pasubio è sicuramente raccomandata. Non rimarrai certamente deluso dalla vista del paesaggio naturale che si staglia “ai vostri piedi”, un’esperienza al 100% gratuita semplicemente impagabile, condita da una giusta dose di adrenalina e di emozioni! Speriamo che con questa piccola guida avrai tutto ciò che vi serve per partire attrezzati! La preparazione in ogni dettaglio è importante per evitare al massimo gli imprevisti ma ancor più importante è il bagaglio di emozioni e di bei ricordi che ci auguriamo ti porterai a casa dopo questa splendida gita!

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Articolo scritto da: Laura Serrentino