Isola di Sant’antioco Sardegna (Sanantioco): spiagge, come arrivare e luoghi da vedere

Sant’antioco Sardegna: Guida completa all’isola tra spiagge e particolarità…

Lo confesso: sono un tantino asociale. Preferisco le cuffiette del lettore mp3 alle discoteche, la folla mi infastidisce, insomma una di quelle personalità un po’ orse. E quando ho sentito parlare della nostra destinazione di oggi ho istintivamente pensato aha, ecco il posto giusto per me. Ma anche senza arrivare ai miei livelli, ogni tanto prendersi una pausa di solitudine non guasta, persino ai più estroversi. Isola di Sant'antiocoChe ci piaccia o no viviamo in un mondo iperconnesso, dove le e-mail dell’ufficio ci raggiungono anche la domenica mattina e dove se non condividiamo sui social ogni momento della nostra vita ci sembra di non averla vissuta… è ora di ricaricare le batterie, ma come? Pianificando il prossimo viaggio ovviamente! Ed ecco che la località di cui stiamo per parlare capita a fagiolo.

L’isola di Sant’Antioco, o Sanantioco, Santu Antiogu, San Antiocco che dir si voglia, è una striscia oblunga di poco più di 100 km quadrati, con spiagge e calette di origine vulcanica, rovine preromane che fanno capolino dai cespugli di lentisco e di ginepro, case dai colori pastello e tutti i profumi e i sapori di una terra dove la Sardegna si incontra con la Liguria. Ma dopo pochi passi lungo le sue spiagge Sant’Antioco ci rivela un segreto: a volte conta di più ciò che non c’è. Non c’è folla, nemmeno in alta stagione. Non c’è rumore. Non ci sono grandi stabilimenti turistici (salvo uno, a Maladroxia). Persino i telefoni cellulari talvolta faticano a trovare il segnale. Solitaria, semplice e selvaggia, l’isola di Sant’Antioco è il luogo perfetto per chi desidera una pausa dalle ingerenze del lavoro, dalla movida a tutti i costi e dalla presenza costante del GPS.
Partiamo dunque alla scoperta di Sant’Antioco, Sardegna, a cominciare dalla sua storia millenaria, fino ad arrivare alle magiche spiagge, che contribuiscono a render così famosa, ma a volte inosservata, Sanantioco.

Storia e curiosità dell’isola di Sant’antioco (Sanantioco)

L’isola di Sant’Antioco comincia la sua storia ben prima della comparsa del santo di cui porta il nome. Le prime notizie risalgono all’VIII secolo avanti Cristo, quando era conosciuta come Sulki e rappresentava un punto focale di incrocio dei traffici dei Fenici. All’epoca vi era già un centro abitato in corrispondenza dell’odierno comune sardo di Sant’Antioco. Il territorio passò poi nelle mani dei Romani con il nome di Sulcis, che è stato tramandato fino a noi per indicare l’arcipelago di cui fa parte con la vicina isola di San Pietro, l’isola Piana e alcune isole minori disabitate. Oltre che per i commerci, l’area era oggetto di interessi economici per le sue miniere di piombo e di argento.

Con il cristianesimo, Sanantioco divenne seggio episcopale e meta di pellegrinaggio in onore di sant’Antioco martire, il quale già in vita aveva acquisito una certa popolarità; in seguito alla caduta dell’Impero Romano, l’isola di Sant’Antioco divenne parte dell’Impero Romano d’Oriente. La storia successiva si fa meno definita, col susseguirsi di incursioni saracene, il dominio pisano e quello aragonese, fino all’annessione del territorio al regno di Sardegna dei Savoia, nel 1713.
Sanantioco venne anche sfruttata a lungo come base dai pirati del Mediterraneo, sino a che la colonizzazione francese dell’Algeria verso la metà dell’800 li privò della piazzaforte principale mettendo fine al fenomeno. I pirati avevano non di rado compiuto razzie e rapito abitanti della zona per venderli come schiavi, lasciando l’isola quasi completamente disabitata, per essere infine ripopolata in età più recente grazie anche al turismo.

Ma chi era il santo che ha dato il nome a questo territorio? Questi era un medico cristiano originario della Mauritania, condannato all’esilio sotto l’impero di Adriano per aver battezzato pagani in Galazia e in Cappadocia. A Sulcis Antioco continuò la sua opera di divulgazione del cristianesimo, convertendo fra gli altri il soldato che l’aveva in custodia, e si rifugiò nelle catacombe per continuare a predicare il Vangelo; qui morì nel 127, per essere rinvenuto quasi 1500 anni dopo. Il santo è ancora oggi talmente popolare da essere celebrato ben tre volte nel corso dell’anno: la ricorrenza ufficiale è il 13 novembre, celebrata in tutta la Sardegna, mentre sull’isola di Sant’Antioco si festeggia anche 15 giorni dopo Pasqua e il primo di agosto.

Come accennavamo, a Sant’Antioco Sardegna e Liguria si spartiscono il territorio, caso unico in Europa per un’isola minore; e se la parte meridionale è puramente sarda, il comune di Calasetta che occupa la parte più settentrionale ha mantenuto fortissimi legami con la tradizione ligure. Ciò non si limita alla gastronomia o all’architettura: qui si parla un dialetto tutto particolare, più simile al ligure che al sardo, il tabarchino. Da dove deriva questo nome, e come sono arrivati i liguri su un’isoletta al largo della Sardegna?

A Tabarka, in Tunisia, vi era sin dal 1540 una nutrita comunità di pescatori di corallo provenienti dalla Liguria, per la precisione da Pegli. Con l’avvento del dominio del bey, verso la metà del ‘700, essi si videro costretti a fuggire per evitare la schiavitù forzata; il governo sabaudo concesse loro di stabilirsi a Carloforte (sulla vicina isola di San Pietro) e a Calasetta. Qui si insediarono 38 famiglie, che divennero pescatori di tonni. Da allora il nome del dialetto è rimasto, assieme ad un forte senso di identità che unisce i calasettani alla loro terra d’origine. Tale identità è stata riconosciuta ufficialmente nel 2006 con un gemellaggio e la nomina del paese a comune onorario di Genova.


Spiagge sant’antioco: quali sono le migliori?

Veniamo ora ad uno dei punti clou della nostra esplorazione: le spiagge! Sant’Antioco infatti vanta meravigliosi scenari costieri, degni di un atollo tropicale, perfetti sia per passeggiate lungo il mare che per sport acquatici. Il bonus? In genere c’è poca gente, persino in alta stagione.

Cala Sapone

Si trova sulla costa occidentale, circa a metà strada tra i due comuni dell’isola, e consiste in una spiaggetta di sabbia a grana grossa, attorno a cui si sviluppa una scogliera costituita da rocce basse e piatte. A Cala Sapone potrete stendervi sulle pietre calde di sole per un po’ di sana tintarella, sguazzare nell’acqua cristallina, o raggiungere a piedi insenature e piccoli golfi da cui ci si può tuffare. Niente stabilimenti o villaggi turistici in vista, ma volendo rimanere in zona la vicina collina ospita un camping.

Detto tutto ciò, perché si chiama Cala Sapone? Secondo alcuni dal nome di un’antica divinità fenicia, Baal Safon per l’appunto; per altri sarebbero state più prosaicamente le rocce piatte e grigio-verdi della scogliera a suggerire questo nome. Senza dubbio una delle spiagge più famose di Sanantioco.

Spiaggia delle Saline

Qui il nome lascia meno adito a dubbi: dietro la spiaggia si stendono infatti le vecchie saline. Secondo alcuni la spiaggia delle saline merita il titolo di più bella spiaggia di Sant’Antioco, e non è difficile capire il perché di questa scelta. La sabbia bianchissima è lambita da acque basse e azzurro-turchese, accessibili in sicurezza anche dai bambini e da nuotatori poco esperti, mentre tutto attorno dune sabbiose punteggiate da gigli di mare si perdono nella pineta che circonda l’area. Oltre alla bellezza mozzafiato del panorama, la Spiaggia delle Saline si presenta anche particolarmente accogliente; è infatti possibile disporre di tutti i comfort grazie al piccolo stabilimento balneare che si trova nella parte orientale. Potrete quindi usufruire di servizi igienici impeccabilmente puliti, rilassarvi sui comodi lettini ammirando le coste dell’isola di San Pietro all’orizzonte, e gustare sfiziosi panini e primi piatti all’ombra del chiosco.

Coaquaddus

Co’è quaddus in sardo significa “coda di cavallo”, nome che questo tratto di litorale si è guadagnato grazie alla sua forma sinuosa. Qui potrete davvero sentirvi immersi nella natura incontaminata, grazie al fascino selvaggio della vegetazione rigogliosa e alle acque di un turchese caraibico. Non mancano le comodità più “civilizzate”, come ombrelloni, bibite fresche e spuntini, che però non sono troppo invadenti. Situata ad una decina di chilometri dal comune di Sanantioco, questa lunga fascia di sabbia è ottima per le passeggiate, sia sulla sua fine rena bianco-grigia che nell’acqua poco profonda. Vantaggio non trascurabile se avete poca fortuna con il meteo, l’area è ben riparata dal vento di maestrale che spesso si fa sentire con una certa veemenza in tutta la regione.spiagge sant'antioco

Cala Lunga

Il lungo fiordo che dà il nome a questa località nasconde un vero e proprio gioiello di fine sabbia ocra mescolata a conchiglie e pezzetti di corallo. Questa piccola baia incontaminata è ben riparata dal vento e incorniciata da una vegetazione tipicamente mediterranea di lentisco, ginepro e fico d’India. Le acque color smeraldo del fiordo possono essere esplorate noleggiando l’attrezzatura subacquea direttamente in loco; oltre a questo nei pressi della spiaggia si trova anche un piccolo chiosco nel caso un languorino si faccia sentire all’improvviso. Cala Lunga è un magnifico punto di partenza per escursioni a piedi o in bici e uscite in barca. Da qui è possibile raggiungere diverse piccole insenature, come l’affascinante Cala Grotta, baia rocciosa che vanta per l’appunto una grotta e una piscina naturale; i più coraggiosi si possono tuffare nella piscina dall’alto, da cui il soprannome Cala Tuffi.

Maladroxia

Situato sulla costa sud-orientale dell’isola di Sant’Antioco, Maldroxia, affacciato sul golfo di Palmas, è un angolo di paradiso con tutto ciò che si può desiderare in termini di comfort: sabbia soffice e grigio-bianca abbracciata da palme e pini marittimi, al riparo dal vento, acqua trasparente che vira dal turchese allo smeraldo, una sorgente di acque termali calde, e tutti i servizi offerti dall’unico grande villaggio turistico di Sanantioco. Che siate in cerca di una bibita fresca o di un lauto pranzo, i diversi ristoranti e chioschi sapranno soddisfare le vostre esigenze. Presso il villaggio turistico potrete anche noleggiare attrezzature sportive, pedalò e gommoni; è inoltre presente una struttura gestita da volontari per favorire l’accessibilità dell’area alle persone con disabilità. Nei dintorni attira l’attenzione il nuraghe S’Ega ‘e Marteddu, sulla collina che domina il paesino; da questa antica fortezza si gode di una spettacolare vista sul golfo di Palmas sino al promontorio di capo Teulada.

Turri

Più che di un singolo arenile questo tratto di lungomare si compone di 3 insenature attigue. Una delle spiaggette è formata da ciottoli scuri e levigati, mentre nelle altre due i ciottoli sono misti a sabbia. Il mare invece è uno solo, l’incredibile mare da cartolina della Sardegna! Non ci sono ombrelloni, lettini o bar qui, ma solamente un concentrato della bellezza selvaggia che caratterizza le spiagge a Sant’Antioco, un paesaggio incontaminato che le scogliere e la fitta vegetazione riparano dal vento. Unica opera umana in vista, la Torre Canai, da cui in epoca medioevale si perlustrava l’orizzonte in cerca dei temibili pirati saraceni.

Di calette, baie e spiagge Sant’Antioco ne ha molte di più da offrire: Spiaggia Grande, Portixeddu, Cala della Signora, Is Praneddas, e la lista potrebbe continuare, ma se voglio mantenere agile questa piccola guida devo necessariamente limitarmi… l’isola di Sant’Antioco non è speciale solo per le sue coste, ed ora vedremo assieme cosa la contraddistingue a partire dai suoi reperti storici.

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Cosa vedere sull‘isola? monumenti e luoghi d’interesse

Oltre alle bellezze naturali delle sue spiagge, Sant’Antioco possiede un vero tesoro di testimonianze storiche ed è senza dubbio una destinazione perfetta per gli amanti dell’archeologia.

Caratteristiche geografiche e specifiche del territorio sull’isola

L’isola di Sant’Antioco si trova appena fuori la costa sud-ovest della Sardegna, in corrispondenza della provincia di Cagliari. Oggi Sant’Antioco e Sardegna sono collegate da un ponte di circa 3 km realizzato negli anni ‘80, ma già i cartaginesi avevano posto le fondamenta per un istmo artificiale che sarebbe stato completato in seguito dai romani.

Dal punto di vista geologico, il territorio ha origine vulcanica. Tuttavia, a differenza di molte altre parti d’Italia dove i vulcani sono attivi o spenti in epoca relativamente recente, si tratta di fenomeni molto antichi, conclusi da milioni di anni. L’origine remota dei rilievi di Sanantioco, come della Sardegna in toto, ha lasciato il posto a millenni di erosione e fa sì che essi non superino attualmente i 271 metri.sanantioco

Le coste si presentano ripide e solcate da falesie verso il mare aperto, sul lato sud-occidentale, con poche ma ampie spiagge, mentre guardando la Sardegna verso nord-est il profilo si fa più basso e sabbioso. Su questo lato si stende una zona lagunare popolata da numerose specie di uccelli acquatici, come fenicotteri, cormorani e garzette; la costa ovest è invece luogo di nidificazione del falco della Regina, il quale fra ottobre e novembre migra in Madagascar per tornare con l’inizio della primavera.

Come si può intuire dalla vegetazione tipicamente mediterranea di corbezzoli e ginepri, il territorio è particolarmente adatto alla viticoltura; vengono coltivati vitigni di varietà particolari da cui si ricavano vini pregiati, come il Carignano. Oltre ai vigneti, i terreni sono impiegati per la produzione di frumento e fichi o come pascoli per l’allevamento delle pecore. Ma una ricchezza considerevole dell’isola di Sant’Antioco non viene dalla terraferma: sono infatti ben sviluppate la pesca e l’itticoltura, oltre al già menzionato bisso raccolto dalla Pinna nobilis sui fondali della laguna.

Con le sue spiagge ampie e relativamente poco frequentate, i percorsi di escursione costellati di tesori archeologici, e un mare perfetto per lo snorkeling e gli sport acquatici, Sanantioco ha fatto il suo ingresso nel settore del turismo dimostrando di non aver nulla da invidiare ad altre mete più famose. Semmai, è proprio il suo essere poco conosciuta a rappresentare un punto di forza, rendendola la meta perfetta per prendersi una pausa dal famoso logorio della vita moderna ma senza rinunciare al comfort.

Come arrivare?

Data la posizione e la natura stessa dell’isola di Sant’Antioco, Sardegna ed eventualmente isola di San Pietro sono i punti di passaggio da cui raggiungere la nostra destinazione. Sia Cagliari che Porto Torres sono porti dei traghetti provenienti da altre regioni d’Italia quindi è facile pianificare lo spostamento; l’auto o la moto propria si possono imbarcare per poi proseguire. È invece sconsigliato, anche se non impossibile, far conto sui mezzi pubblici in quanto sarebbero necessari troppi cambi.

Cagliari dista complessivamente circa 85 km; partendo da qui bisogna prendere la strada statale 131 dcn in direzione nord, proseguire sulla strada statale 130 fino a Domusnovas, uscire sulla strada provinciale 2 e da qui prendere la strada statale 126 che arriva fino a Sanantioco. In totale è necessaria circa un’ora e mezza.

Chi proviene da Porto Torres deve invece prendere la E25/SS 131 Carlo Felice in direzione sud fino a Villasanta, proseguire sulla statale 293, e a Vallermosa seguire le indicazioni per la statale 130 fino a Domusnovas, da cui si può continuare seguendo il percorso già descritto. Da Porto Torres si impiegano circa tre ore e un quarto.

Infine per chi si trova sull’isola di S Pietro (o che viceversa vuole arrivarci da Calasetta) è attivo tutti i giorni un collegamento in traghetto, dalle 7:35 alle 23:15 e in orario notturno dalle 00:45 alle 5:15. Per approdare alla costa opposta ci vogliono non più di 30-45 minuti.

Temperature, clima e periodo migliore per una vacanza a Sanantioco

Il clima che si trova sull’isola di Sant’Antioco è ovviamente mediterraneo: molto mite, con escursioni climatiche ridotte grazie all’effetto stabilizzante del mare circostante, e poche precipitazioni. molto mite, escursioni climatiche ridotte e poche precipitazioni; Sant’Antioco e Sardegna condividono anche i venti principali che sono maestrale e scirocco.
Durante l’estate, l’aridità riduce la flora ai soli sempreverdi mediterranei e i corsi d’acqua a carattere torrentizio scompaiono, per ricomparire con le piogge della stagione invernale assieme ad una vegetazione rigogliosa.

Le temperature medie variano da un massimo di 30°C a luglio al minimo di 13°C di gennaio; l’acqua va incontro a fluttuazioni più ridotte rimanendo tra i 14°C e i 27°C. Questo fa sì che si possa godere di una bella vacanza al sole in pratica da maggio fino a ottobre. Unico caveat, i venti che possono soffiare con una certa veemenza sulle coste: in previsione di una giornata caratterizzata da un maestrale molto deciso sarà bene orientare la propria scelta verso una delle spiagge di Sant’Antioco più riparate o perché no i musei ed altri affascinanti luoghi dell’entroterra.


Si conclude anche questa volta il nostro viaggio virtuale alla scoperta delle bellezze dell’isola di Sant’Antioco. Come abbiamo visto, il patrimonio storico e la natura incontaminata di questa isola nell’isola racchiudono un doppio cuore: Sant’Antioco è Sardegna ma anche Liguria. Da qui sono passati fenici, cartaginesi e romani, pirati berberi ed esuli in fuga, santi e pescatori. In completa tranquillità, ammirando il panorama dalle sue incredibili spiagge Sant’Antioco sembra quasi fuori dal tempo e dallo spazio: potrebbe essere la Sardegna come un atollo del Pacifico, il 21mo secolo come il 1800 o persino il 400 a.C..Isola di Sant'antioco

Sicuramente anche in questo istante molti staranno aspettando con impazienza di organizzare la prossima partenza… e forse TipInTravel, con questo articolo “Isola di Sant’Antioco Sardegna (Sanantioco): spiagge, come arrivare e luoghi da vedere“, avrà instillato in alcuni il desiderio di trascorrere qualche giorno tra lunghe passeggiate in riva al mare e relax cullati dal respiro della risacca. Se cosí è, l’obiettivo è stato raggiunto! L’isola di Sant’Antioco vi aspetta per un moderno eremitaggio, un ritiro mondano, o semplicemente la vostra vacanza.

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Articolo scritto da: Maria Delise

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