Altare della patria (Roma): orari, prezzi, storia, info, visite, musei e curiosità sul vittoriano

Tutte le informazioni e le curiosità sul vittoriano (altare della patria) di Roma, dove si trova e cosa significa per la città…

L’Altare della patria è chiaramente un altare laico, simbolo della nuova Italia unita e laica. Il desiderio che animava la costruzione di quest’opera monumentale era di creare un edificio così imponente da poter competere con quelli degli antichi romani e della Roma dei papi, perché sarebbe stato il primo monumento della nuova Italia libera e unita.Altare della patria

il Vittoriano è davvero un buon punto di partenza per iniziare a scoprire “la città eterna”. Infatti arrivando in cima potrete godere di una visuale a 360 gradi del centro di Roma e localizzare i vostri punti di interesse e magari scoprirne altri. Questo monumento nasce da un notevole travaglio, ha una storia controversa che andremo ad analizzare e spiegare all’interno di questo articolo firmato TipInTravel, seguendo, oltre a quella che è la storia, anche le informazioni relative alle modalità di ingresso (orari, prezzi e acquisto biglietti) e alla sua composizione tra musei e curiosità del Vittoriano, esattamente dove si trova l’altare della Patria a Roma. Iniziamo il nostro percorso virtuale in questo articolo dedicato alla sua magnificenza, speranzosi che un giorno potrete visitare e vedere con i vostri occhi questo bellissimo monumento romano: l’altare della patria.

Storia e curiosità dell’Altare della Patria

I lavori del Vittoriano iniziarono nel 1885 a seguito di una decisione del parlamento italiano che voleva celebrare con un monumento l’unificazione dell’Italia e tutto il periodo risorgimentale. Il nome “Vittoriano” deriva da quello che venne anche chiamato “padre della patria”, ossia Vittorio Emanuele II di Savoia, il primo re d’Italia. Dopo la sua morte, nel 1878, ci furono diverse proposte per erigere un monumento che lo celebrasse, come simbolo del processo di unificazione e della liberazione dalla dominazione straniera.
Nel 1880 venne istituita la Commissione Reale per il Monumento a Vittorio Emanuele II, che vigilò sulle scelte e le decisioni per la costruzione del monumento. Come prima cosa bandì due concorsi per decidere a chi affidare la costruzione del monumento infine fu scelto quello di Giuseppe Sacconi.

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L’altare della patria fu inaugurato il 4 giugno del 1911 da Vittorio Emanuele III durante l’Esposizione Internazionale che celebrava i cinquanta anni dell’unità d’Italia. Nel 1921 nella cripta progettata da Armando Brasini fu tumulata la salma del milite ignoto. Quindi prima di questo evento l’altare della patria era costituito solo dall’edicola dorata con la dea Roma. Fra il 1924 e il 1927 furono posizionate le quadrighe dell’Unità e della Libertà. Ma solamente nel 1935 i lavori si conclusero completamente.Vittoriano

Durante il fascismo l’altare della patria diventò uno dei luoghi principali delle manifestazioni politiche del regime. Molti ancora oggi lo collegano al fascismo, proprio a causa della (riuscita) propaganda che il regime mise in atto per farlo associare ad esso nell’immaginario collettivo. Non a caso nei filmati del periodo fascista prodotti tra 1928 e il 1948, il Vittoriano è presente 249 volte e 81 volte era lo scenario di una manifestazione fascista. Con la caduta del regime di Mussolini e la nascita della Repubblica Italiana (referendum del 2 giugno 1946), l’Altare della Patria torna a essere lo scenario di manifestazioni simboliche che rappresentavano tutto il popolo italiano. Ad esempio La festa della liberazione (25 aprile) e la festa della Repubblica Italiana (2 giugno).
Negli anni sessanta il Vittoriano comincia progressivamente a uscire dall’immaginario collettivo, perdendo quello status di simbolo dell’identità nazionale. Anzi con il suo stile neoclassico era considerato ormai un’invadente ricordo del passato e delle tragedie della prima metà del novecento. Le celebrazioni di cui era teatro divennero poco partecipate, complice il suo stato di evidente abbandono, giacché marginalizzato anche dalle istituzioni.
Nel 1969 ai lati del Vittoriano scoppiarono due bombe, in corrispondenza dei due propilei, una delle quali scardinò l’entrata del Museo del risorgimento, ma non fecero vittime a differenza dell’attentato che ci fu in concomitanza: la strage di piazza Fontana a Milano. In ogni caso la seconda bomba rese pericolante una parte del monumento, quindi a causa dei danni subiti l’Altare della patria fu chiuso al pubblico e così resto per trent’anni.
Nel 1974 era gestito dal Ministero della pubblica istruzione, l’anno seguente venne preso in carico dal Ministero dei beni culturali, che nel 1981 dichiarò l’importanza storica e artistica del monumento. Nonostante ciò in questi anni nacque un movimento che voleva il Vittoriano abbandono a sé stesso e infine demolito, salvando solo le opere artistiche più importanti, che sarebbero state conservate in un museo. Ma tutto ciò per fortuna non avvenne e si prese la decisione che comportò a un restauro completo nel 2000 e reso nuovamente accessibile al pubblico, grazie alle pressioni e l’impegno di Carlo Azelio Ciampi e successivamente di Napolitano. A poco a poco l’Altare della patria poté recuperare l’importanza simbolica che lo aveva visto nascere ridiventando scenario di cerimonie e feste per ricordare momenti importanti della storia del nostro paese, come la festa della Repubblica, della liberazione, la giornata delle forze armate e dell’Unità Nazionale, che rendono questo monumento, con il Vittoriano, un vero e proprio simbolo delle manifestazioni. Celebre è l’immagine dell’altare della patria sorvolato dalle frecce tricolori, vera e propria immagine patriottica italiana.

Forse non sapevi che…

  • L’Altare della Patriaè il nome più comune per indicare l’intero monumento, ma in realtà è solo una parte del Vittoriano, ovvero la parte centrale alla sommità della scalinata d’ingresso: la statua della dea Roma, che emerge da uno sfondo dorato, sopra alla tomba del Milite Ignoto. Dopo questa doverosa precisazione speriamo che non vi dispiacerà se lo faremo anche in questo articolo. Visto che da anni è diventato metonimia dell’intero Vittoriano.
  • Per fare spazio all’Altare della Patria, nel centro storico di Roma, furono necessari numerosi espropri e demolizioni degli antecedenti quartieri medievali e rinascimentali. Durante i lavori per la costruzione del Vittoriano vennero alla luce, come facilmente ci si poteva aspettare, reperti archeologici, cunicoli e caverne sotterrane, ma una tale quantità non era stata prevista. Dovettero quindi modificare il progetto iniziale che riguardava le fondamenta. Furono rinforzate le caverne e i cunicoli, che poi furono usati come bunker durante la guerra. Inoltre tra i vari reperti trovarono anche dei resti di un mammuth.
  • Il progetto originale del Vittoriano prevedeva l’utilizzo del marmo di Carrara per il sommoportico e il travertino per il resto del monumento, ma giudicato troppo costoso dalla commissione, fu utilizzato il marmo di Botticino (località in provincia di Brescia).
  • La statua equestre di Vittorio Emanuele II, conclusa nel 1911, è lunga 10 metri e alta 12 metri, sapendo le dimensioni forse vi sembrerà meno incredibile quel che mostrano alcune fotografie d’epoca. Infatti nel ventre di questo cavallo mastodontico si allestì un pranzo, all’interno della pancia del cavallo mangiarono 24 persone tra cui il sindaco, il Ministro dei lavori pubblici, e altri “addetti ai lavori”. Inoltre il cavallo a causa delle enormi dimensioni, che possiamo quantificare anche in cinquanta tonnellate di bronzo, dovette essere portato a pezzi dalla fonderia con carrelli che si muovevano su rotaie fatte apposta per l’occasione.

Il concorso e il progetto per la costruzione del Vittoriano

Il Vittoriano ebbe una storia travagliata fin dall’origine, fecero due concorsi per decidere a chi affidare il progetto del Vittoriano. Nel 1880 fu indetto il primo concorso che era rivolto genericamente al “mondo civile”, inoltre non era indicato né il luogo, né che genere di opera venisse richiesta. I partecipanti ammessi furono 293, tra cui vinse il francese Henri-Paul Nénot e il secondo posto fu assegnato a Ettore Ferrari e Pio Piacentini. Tuttavia al progetto di Nénot non fu dato seguito, forse anche per le polemiche riguardo alla nazionalità del vincitore dato che si trattava di un monumento nazionale italiano per celebrare la storia dell’unità d’Italia. Quindi nonostante le assegnazioni il concorso venne dichiarato fallito, perché “nessun progetto soddisfaceva le esigenze della nazione”.costruzione vittoriano concorso

Il primo concorso per la costruzione del vittoriano e dell’altare della patria mise le basi per la migliore riuscita del secondo concorso, indetto nel 1882, che dava ai partecipanti indicazioni più precise. Prima di tutto venne stabilito il luogo dove sarebbe sorto il Vittoriano, ossia sul colle del campidoglio in asse con via del Corso. Inoltre vennero date delle linee guida anche per il progetto: uno sfondo architettonico con scalinate e una stata equestre di Vittorio Emanuele II.
Quando in realtà erano queste le proposte del progetto di Ferrari e Piacentini (i secondi classificati nel primo concorso).
Un progetto che sembra ispirato ai santuari ellenistici, come l’Altare di Zeus. Pare che l’idea alla base del progetto sia quella di fare del Vittoriano un foro moderno, una piazza soprelevata nel centro storico di Roma, un’agorà di vari livelli collegati da scalinate.

Nel 1884 fu decretato vincitore il progetto di Giuseppe Sacconi e al secondo posto Manfredo Manfredi, che con Piacentini e Gatano Koch, diressero i lavori alla morte di Sacconi nel 1905.

Composizione e struttura: interni, esterni, terrazza, statue… Tutte le parti del Vittoriano

Il complesso monumentale del Vittoriano è alto 81 metri, largo 135 metri e profondo 130 metri, con una superficie calpestabile di circa 700.000 metri quadri.
Questo imponente monumento che racchiude l’altare della patria è sostanzialmente composto da piattaforme sopraelevate che potremo definire terrazze:

  1. La terrazza dell’Altare della patria
  2. La terrazza della statua equestre di Vittorio Emanuele II
  3. La terrazza delle città redente o piazza del bollettino (sotto il colonnato)
  4. La terrazza panoramica

Le prime tre dovrete farle a piedi, anche perché avrete modo di vedere tutte le magnifiche statue e decorazioni disseminate in ogni parte. Ogni statua o gruppo scultoreo è opera di un diverso artista, tutti nomi molto conosciuti all’epoca e tutti vincitori di apposito bando.
Alla scalinata d’ingresso, larga 41 metri e lunga 34, si accede tramite un cancello realizzato dall’artista Manfredo Manfredi. Alle estremità del cancello, in alto incontriamo i primi gruppi scultorei (in bronzo), ossia le allegorie del:

  • Pensiero (a sinistra)
  • dell’Azione (a destra)

Sono solo le prime due, dei sei gruppi scultorei che simboleggiano i valori civili italiani, in effetti sono le prime perché fondamentali per lo sviluppo delle altre. Esternamente ai due lati del cancello ci sono le due fontane che rappresentano i mari principali che bagnano l’Italia:

  • A sinistra la fontana del Mare Adriatico
  • A destra la fontana del Mar Tirreno

Circa a metà della scalinata si trovano perfettamente identiche sui entrambi i lati le sculture del Leone alato, analogamente al termine della scalinata ci sono le prime due Vittorie alate in bronzo, più in alto ne scorgerete facilmente altre quattro che svettano sopra altrettante colonne a simboleggiare il buon auspicio per aver realizzato l’unità nazionale.
Percorsi i 34 metri della scalinata d’ingresso si arriva alla prima terrazza dell’Altare della patria. Questa prima sopraelevata, larga 66 metri, è la “parte” con cui è più conosciuto tutto il Vittoriano. Composta dalla tomba del milite ignoto davanti all’ara dorata dalla quale spicca la dea Roma, in una veste insolita peraltro, visto che tradizionalmente era raffigurata in abiti guerreschi. Un altare decisamente laico esternamente. Ai lati di questa prima terrazza, in corrispondenza delle due fontane sottostanti troviamo le altre quattro virtù civile (in marmo).

  • A sinistra: la Forza e la Concordia
  • A destra: il Sacrificio e il Diritto

Dietro di esse i due portoni d’ingresso, a cui si arriva sempre tramite la scalinata che ora necessariamente si divide in due rampe. Sopra ogni portone ci sono due statue:

  • A sinistra: la Filosofia e la Politica
  • A destra: la Guerra e la Rivoluzione

Proseguendo sulla scala, a destra o a sinistra, giungiamo sulla seconda terrazza sopraelevata dove c’è la statua di Vittorio Emanuele II, è interessante notare che sul basamento dov’è la statua equestre sono scolpite le città nobili, ossia le capitali di antiche monarchie preunitarie, precedenti alla monarchia sabauda, quella che guidò il Risorgimento verso l’Unità dell’Italia con a capo Vittorio Emanuele II.
Queste 14 antiche capitali sono: Torino, Venezia, Mantova, Ferrara, Genova, Milano, Ravenna, Pisa, Firenze, Urbino, Bologna, Amalfi, Napoli e Palermo. che in qualche modo rappresentano le fondamenta dell’Italia. Secondo alcuni, in un senso più ampio, questo basamento allude al fatto che l’unità d’Italia si poggi su una base fatta dai comuni. Eccezionalmente queste statue sono tutte opera dello stesso artista: Eugenio Maccagni.
Salendo ancora arriviamo alla terrazza sottostante al sommoportico (sommo perché elevato). Lungo 73 metri con il colonnato in stile corinzio, chiuso ai lati dai due propilei a tempio. Questa parte è in effetti l’elemento architettonico più imponente del Vittoriano.
Sotto il colonnato sono incisi i nomi delle città redente, ossia le città annesse all’Italia alla fine della prima guerra mondiale: Gorizia, Trento, Trieste, Zara, Pola e Fiume. Le ultime tre successivamente ai trattati di Parigi del 1947, sono state annesse alla Jugoslavia e poi alla Croazia. Questa terrazza è chiamata piazzale del Bollettino perché c’è una grande iscrizione scolpita del bollettino della Vittoria che riporta il testo del documento ufficiale con il quale il generale Armando Diaz annunciò la vittoria dell’Italia nella prima guerra mondiale.
Sul cornicione del colonnato in alto ci sono le statue che rappresentano le regioni italiane, alte 5 metri e poste in corrispondenza di ogni colonna, quindi 16 regioni. Anche se oggi le regioni sono 21, all’epoca alcune avevano nomi differenti ed erano unite come “Abruzzi e Molise”, mentre alcune appartenevano ancora all’impero austro-ungarico, come il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia.
Sulla sinistra di piazza del Bollettino si può attraversare internamente il Vittoriano per poi uscire subito nella terrazza Italia. In sostanza un proseguimento di quella del bollettino a livello di altezza, ma ci ritroveremo al lato e poi dietro al colonnato. Già da qui si può godere di una visuale panoramica. Ma non siete ancora nel punto migliore per il panorama a 360 gradi potete prendere l’ascensore a vetri per ritrovarvi in cima al monumento, sopra al colonnato. Qui la vista è davvero mozzafiato e potete vedere da vicino le due statue in bronzo poste in cima ai propilei (porticati) laterali: le quadrighe, che sono dei carri veloci trainati da quattro cavalli.

  • A destra la Quadriga della libertà
  • A sinistra la Quadriga dell’unità

Infatti simboleggiano la libertà dei cittadini e l’unità della patria, entrambe guidate da una vittoria alata. I frontoni dei propilei sottostanti sono decorati con bassorilievi che riprendono gli stessi valori.
All’interno del Vittoriano ci sono 3 luoghi d’interesse permanenti:

  1. Il Sacrario delle bandiere; dove sono esposte tutte le bandiere delle forze armate, dai tempi dei combattimenti per l’Unità d’Italia fino ai tempi moderni. Alla fine troverete anche altri reperti come alcuni cannoni, ma soprattutto c’è il primo aereo al mondo ad aver fatto “un volo di guerra”.
  2. La cripta del Milite Ignoto; da cui si accede dal sacrario delle bandiere. Si scende qualche scalino per passare sotto un arco che vi porterà davanti a un altare, stavolta non laico, giacché c’è la croce e la cupola con affreschi della più tipica tradizione cattolica. Girando intorno all’altare potrete vedere fotografie d’epoca sull’evento e le circostanze per cui la salma di questo soldato è stata tumulata e seppellita a Roma. Una volta arrivati dietro all’altare si trovano altre scale che scendono fino alla lapide del soldato ignoto.
  3. Il museo del Risorgimento italiano; con ampi spazi dedicati ai protagonisti del risorgimento italiano come Garibaldi, Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Mazzini. Si potranno ripercorrere le tappe che hanno portato all’Unità d’Italia, ma andando anche oltre fino ad arrivare alla prima guerra mondiale. Purtroppo attualmente è chiuso. E non si sa ancora quando riaprirà.

Da Giugno 2019 è stata allestita un mostra nelle Gallerie dell’unità dal titolo “Lessico Italiano, volti e storie del nostro Paese”. Infatti “E’ proprio la lingua italiana, la cui nascita è precedente all’unità politica, il filo conduttore del primo percorso che abbiamo voluto ideare il punto di prospettiva e di partenza dell’esposizione. Una rappresentazione dei momenti chiave dell’italianità”. Commentò il ministro dei Beni culturali Bonisoli all’inaugurazione, a cui partecipò anche il Presidente della Repubblica Mattarella.
Contestualmente alla creazione di questa mostra è stata creata un app che consente una visita “guidata” dell’esposizione. Ma ci sono anche interessanti approfondimenti sull’intero monumento, si può fare un percorso guidato a “tema”:

  • L’arte e l’architettura
  • Il Risorgimento
  • Le forze armate

Ad ogni modo per chi preferisce gironzolare dove la curiosità gli suggerisce, potrà comunque usufruire degli approfondimenti, ogni qual volta incontrerà un pannello speciale con un QR code. Permettendo di unire storia a tecnologia con spiegazioni live direttamente sul posto, grazie alla messa online di alcuni dettagli a curiosità.
Inoltre fa parte del Vittoriano anche l’Ala Brasini, accessibile solo dal lato dei Fori Imperiali, con saloni espositivi che ospitano mostre temporanee. Insomma, una struttura enorme, quella del vittoriano e dell’altare della Patria, che permettono di visitare ogni aspetto della storia creatasi nell’Unita d’Italia, tra curiosità e dettagli tutti da scoprire e approfondire.
Il Vittoriano è accessibile in alcuni giorni specifici e orari di apertura indicati, di cui vi diamo un accenno qui sotto, nel prossimo paragrafo del nostro articolo dedicato all’altare della patria!

Altare della Patria orari e prezzi per la visita (museo, terrazze, ecc…)

L’altare della patria mette a disposizione differenti zone nel monumento come vi abbiamo indicato nei paragrafi precedenti, ma non tutte sono a pagamento, anzi una buona parte sono del tutto gratuite. Infatti, l’ingresso per entrare all’Altare della Patria è gratuito così anche per il sacrario delle bandiere e la cripta del milite ignoto.
Gli orari di apertura sono dalle 9:30 alle 19:30 (la terrazza panoramica anche un poco prima) con ultima entrata alle 18:45. Fino alle 15 il museo delle bandiere.
Il museo del risorgimento, quando era ancora accessibile, era aperto dalle 9.30 alle 18.30 con ultimo ingresso alle 17:45 generalmente chiuso solo il primo martedì del mese. Ma non sappiamo ancora quando riaprirà. Allo stesso modo, nel momento in cui sarà di nuovo aperto si vocifera che gli orari saranno gli stessi che erano un tempo. In particolare, anche i prezzi per i quali l’ingresso intero costa € 5,00, ridotto € 2,00, gratuito per i minorenni.

L’unica zona del Vittoriano accessibile esclusivamente a pagamento è quella più alta di tutto il comprensorio dell’altare della patria, in quanto per prendere l’ascensore e salire in cima al Vittoriano bisogna acquistare il biglietto direttamente sul posto:

  • € 2,00 dai 18 ai 25 anni
  • € 10,00 dai 25 anni in su
  • gratuito per i minorenni e alcune categorie professionali/protette

Il milite ignoto di Roma all’altare della Patria… Chi è e cosa rappresenta?

Il milite ignoto è un soldato caduto durante la prima guerra mondiale che, insieme all’ara della dea Roma, costituisce il vero e proprio Altare della patria. L’identità di questo militare è sconosciuta perché il corpo straziato dalle pene della guerra ne rese impossibile l’identificazione. Proprio per questo può rappresentare ogni soldato morto durante la guerra, o meglio un qualsiasi soldato. In effetti in diversi paesi del mondo si onora un milite ignoto.Milite ignoto - altare della patria
La salma da seppellire all’Altare della patria fu scelta tra gli undici cadaveri nelle stesse condizioni. Ognuno di loro proveniva da un fronte italiano della prima guerra mondiale. Mentre a Roma si realizzava la tomba che ne avrebbe ospitata uno, le undici bare furono portate ad Aquileia, dove ci furono i funerali di stato e la cerimonia per la scelta della bara che sarebbe stata sepolta al Vittoriano. Il momento solenne venne ripreso per la realizzazione di un documentario poi proiettato nelle maggiori città italiane.
La scelta del corpo era stata affidata a Maria Bergamas, madre di Antonio Bergamas, irredentista volontario, che aveva disertato l’esercito austroungarico per sposare la causa dell’Italia libera e unita. Il suo corpo non fu mai ritrovato.
La madre di Antonio messa davanti alle 11 bare si accosciò per terra davanti alla decima e su questa ricadde la scelta. La bara arrivò a Roma con un treno e con un viaggio che fu abbastanza lento, cosicché nelle varie stazioni di passaggio le persone potessero onorare al caduto in guerra. La bara arrivò il 2 novembre e dopo essere stata esposta nella basilica di Santa Maria degli Angeli, la mattina del 4 novembre venne portata all’Altare della patria.

Le pareti della cripta in cui si trova sono composte da pietre che provengono dai fronti della prima guerra mondiale, come ad esempio quella del monte Grappa.
Pare che anche i socialisti parteciparono alla cerimonia della tumulazione definendolo “proletario straziato da altri proletari”. Il milite ignoto dunque oltre ad essere il simbolo dei soldati morti in guerra, per estensione può essere considerata simbolo del popolo stesso e della nazione per la quale si lotta, non solo in guerra.





Come arrivare, dove parcheggiare e cosa vedere nei dintorni dell’altare della Patria

Il modo più semplice e comodo per arrivare all’Altare della patria, precisamente a Piazza Venezia, sono i mezzi pubblici in modo da evitare di dover parcheggiare nel centro di Roma. La metro linea B, fermata Colosseo è la più vicina se vi va di camminare circa 10 minuti è anche la più veloce. Diversamente potete pretendere un autobus dalla fermata S. Giorgio passano l’85,87,51 e 81.
A seconda della parte da cui partirete avrete diversi autobus che arrivano a piazza Venezia come il 60 se arrivate dalla stazione Nomentana, il 40 da Termini, il 71 da Tiburtina, ma qui avrete sempre 10 minuti a piedi, quindi da Tiburtina l’opzione migliore rimane è la metro B direzione Laurentina, fermata Colosseo.

Se preferite andare in macchina perché vi fermate per la sera o comunque non siete abituati a spostarvi con i mezzi pubblici, fate sempre attenzione agli orari di accesso delle zone a traffico limitato. potete arrivare tramite il lungotevere, girando poi nella ZTL di fronte alla struttura dove è collocata la bocca della verità, ma attenzione, se il varco è attivo non si può accedere e riceverete a casa una multa, dato che sono presenti telecamere attive che fotografano ogni ingresso. Pertanto, vi consigliamo di parcheggiare sul lungotevere e arrivare a piedi, o in zona circo massimo con una piacevole passeggiata tra le antiche vie romane.
In alternativa ci sono diversi Parcheggi a pagamento nei dintorni, senza necessariamente passare per la ZTL come il Parking Sant’Agata, che potete anche contattare prima per assicurarvi il posto.


L’altare della patria e l’intero complesso del Vittoriano sono solamente uno dei luoghi d’interesse più importanti di Roma, difatti a massimo un km di distanza troverete infatti il Colosseo, il Pantheon, i Fori Romani, Fontana di Trevi e Piazza Navona con la fontana dei 4 fiumi del Bernini e difronte la meravigliosa chiesa Sant’Agnese in Agone realizzata sotto la direzione del Borromini. Avrete l’imbarazzo della scelta, proprio per questo oltre a esser un monumento assolutamente da visitare, si tratta anche di un ottimo punto da cui iniziare una visita a Roma! Non vi resta che organizzare la vostra giornata a Roma con tappa all’altare della patria, nella grande struttura del Vittoriano. Vi consigliamo, se potete, di non arrivare nei giorni di festa e giornate particolari, in quanto la mole di turisti si amplifica decisamente rispetto ai giorni normali.altare della patria

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Articolo scritto da: Caterina Allegrini